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Dimentica

Succede ogni volta. Ogni volta pensi che sia la fine. Che morirai annegata nelle tue stesse lacrine. Che stavolta no, non ce la farai. Che la forza per rialzarti, a sto giro, è proprio impossibile che riuscirai a trovarla. Chè l’hai consumata in tutte le interminabili notti a soffocare il pianto nel cuscino, ad aspettare telefonate mai arrivate, a fare a te stessa domande per cui non esistono risposte, a raschiare con le unghie il fondo di quel barile fatto di amarezza e delusione, tentando di tirarti fuori da quel fango in cui ti ci sei buttata da sola, per riuscire a riemergere e respirare aria nuova. Sei lì a ripeterti “passerà” come un mantra, perchè la vita ti ha insegnato che prima o poi passa, ma neanche ci credi fino in fondo. Non ci sono regole nè tempi. Ogni volta è diverso, anche se ogni volta sembra maledettamente uguale.
E poi un giorno succede. Succede che hai dimenticato. Hai dimenticato le notti insonni e il mal di stomaco. Hai dimenticato quegli strani personaggi incontrati sulla tua strada, che ora ti sembrano solo attori non protagonisti di un film girato molto tempo addietro, in una vita già passata, forse. Dimentichi il male e sei pronta a sorridere. E a ridere. Di te, di loro, delle tue formidabili disavventure, della tua ingenuità, del tuo prendere tutto sul serio, del tuo essere così sentimentale, del tuo scoppiare a piangere davanti a un ricordo.
Accade un giorno, all’improvviso. Oppure il dolore da acuto si fa piano piano più sordo fino a sparire del tutto, fino a che una mattina ti svegli col cuore leggero, lasciando tutto, ancora una volta, alle tue spalle. C’è una sorta di amnesia retrograda per quel momento. Io non ricordo il momento in cui tutto è passato, non ricordo dov’era situato lo spartiacque tra la tentazione di arrendermi e la voglia di continuare a vivere più forte di prima, ma c’è stato, e allora so he ci sarà sempre. Anche quando sembra impossibile. E so che dimenticherò tutto. Dimenticando anche di essere accorta, dimenticando le promesse fatte a me stessa, continuando a guardare il mondo con gli occhi da “Alice nel Paese delle Meraviglie”, buttandomi alla scoperta di quel mondo con la stessa fiducia di sempre. Dimentica di tutto.

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E tu quanti like hai?

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Una volta uscivi con qualcuno e ti chiedeva “Di che segno sei?” “Ti piace il tuo lavoro?” mo ti chiedono “quanti like prendi?”. Rassegnatevi. Ormai la stima di una persona si misura in grado di popolarità sociale, anzi social.

Se non ti “lika” nessuno sei uno sfigato, se ti condividono sei un personaggio.

Allora ho deciso di creare un “likario”, il tariffario dei like. Perché é facile dire prendo cento like, ma bisogna contestualizzare, e percentualizzare in rapporto al numero degli amici.

Quindi ho elaborato una tabella minima di like per ogni tipologia di post.

Comunicazioni di decessi, necrologi e commiati: 300. Se non ti piangono almeno trecento persone su FB non sei stato un granché in vita.

Matrimoni: 180. L’amore genera solitamente un buon consenso ma ne metto di meno perché considero nel computo la componente invidia, vestito di merda, marito inguardabile.

Nascite: 200. Qua anche le zitelle acide come me si commuovono e non resistono al pollice. Se con foto del neonato il post può anche essere quotato a 300.

Cibo: passato di moda, 30 like se  avete il tocco stilistico di Rugiati.

Animali: 50. Sono spudoratamente di parte.

Post-invettiva contro presunti invidiosi, ex, amici-nemici: se prendete 5 like é pure assai

Politica: se non siete Floris lassate stà

Foto di cosce. E zanzare, e nebbia e locali a cui dai del tu. 30 like. Tutti rattusi.

Selfie con tette bene in vista : 200 like. Come la maternitá. Per il chiaro richiamo alla prolattina. 200 tra rattusi e gente che non ha superato il distacco dalla mamma.

Post intelligenti. I miei. Mi bastano i miei 30 like dei followers affezionati, senza sentirmi piú sfigata degli altri 😉