single · vita

I miei primi quarant’anni

dalimontremolle

Una setttimana fa ho festeggiato i miei primi quarant’anni. Quaranta??? Che numero strano per un’età che mi sembrava non dovesse arrivare mai, per me che ragiono ancora con la testa dei vent’anni. Oddio, dieci anni fa mi frequentavo con un tizio di quarant’anni e lo vedevo “grande”. E ora? Sono grande anch’io? Quando ho compiuto trent’anni, mio fratello, col tatto che contraddistingue i fratelli minori, ha voluto salutarmi, mentre salivo sul treno di una nuova decade, con un “auguri! ora vai per i quaranta!”. E alla fine ci sono arrivata sul serio a sti benedetti quaranta. E il passaggio da quel “vai per” al “ci sei dentro” , se mi guardo indietro, è stato cortissimo. Dieci anni che sono volati, dieci anni in cui avrei dovuto accumulare un po’ di saggezza e in cui ho fatto le meglio stronzate della mia vita, che in fondo è iniziata proprio a trent’anni. Sono un po’ ritardataria sulla tabella di marcia della vita stessa, ho sacrificato tante cose prima e dopo è venuta fuori la voglia di esplorare e conoscere, ma ben venga. Forse per questo non mi sentivo ancora pronta per l’arrivo di questi anta. Come anta? Adesso, proprio adesso, che devo ancora divertirmi e comportarmi da adolescente cresciuta? Avevo proprio l’ansia del loro arrivo, anche se erano solo un numero su una torta, in fondo che differenza vuoi che ci sia tra 39 e 364 giorni e 40 meno un giorno? Beh per me ce l’aveva…ma poi sono arrivati, ed è stato come quando prendi il morbillo e allora non hai più paura di andare a casa degli amichetti che ce l’hanno,  è  stato come quando ormai hai rotto la dieta e chissenefrega mi mangio pure il dolce. Niente da perdere insomma, giro di boa, senso di libertà. Un nuovo, meraviglioso, inizio. Ormai chi doveva aspettarsi qualcosa da te non se lo aspetta più, e il bello è che neanche tu te lo aspetti. Il ticchettio dell’orologio biologico non l’ho mai sentito, in realtà. Io sono quella che quando andavo a studiare da mia nonna nascondevo orologi e sveglie nei cassetti perché non sopportavo quel tic tac, figuriamoci quanto fastidio mi avrebbe dato sentirlo nella testa, nel cuore, o nelle ovaie. Se per caso era rimasto nascosto in qualche cassetto della mia vita ora si è scaricato e ha finalmente smesso di importunarmi col suo ticchettio molesto, seppur sordo.
E poi, in questi quattro decenni non siamo mica stati a smacchiare i giaguari o a pettinare le bambole: qualcosa, e forse più di qualcosa, di buono, l’abbiamo costruito.

Ho letto che in questi giorni ha compiuto quarant’anni anche la Jolie. Angelina cara, arrivarci a quarant’anni come noi. I tuoi segreti non li conosco, ma conosco il mio. Essere, oltre che una talebana salutista, un brutto anatroccolo. Se metto a confronto le foto del miei diciott’anni con quelle di adesso sceglierei la me di adesso tutta la vita. O tornerei indietro solo per dire a quella ragazzina goffa e coi brufoli che le pelli grasse non fanno rughe e che le seconde di reggiseno resteranno sempre al loro posto.

Che nella vita ognuno ha la sua strada ed è quello che è proprio grazie a quello che è stato, anche grazie a un apparecchio per i denti. Che è fondamentale e necessario cambiare ma che non bisogna mai sacrificare la propria natura per niente e nessuno. Che la timidezza è un dono, ma che un po’ di fiducia in più in se stessi non guasta mai.

Ma sono certa che non mi ascolterebbe, testarda com’è, oppure mi guarderebbe con ammirazione, e chissà, vorrebbe diventare un giorno questa quarantenne, che quella diciottenne goffa la porta sempre dentro, e con cui adesso sta iniziando questo nuovo, straordinario cammino.

Annunci