relazioni · vita

Chi trova un amico, trova un ostaggio

Viaggio nel controverso mondo delle delusioni d’amore femminili

(Preambolo. Questo è un post scritto da un uomo: nonostante siano di poche parole, ogni tanto la parola bisogna darla anche a loro, specie se la sanno usare in modo magistrale, con eleganza ed ironia, come in questo caso)

La scienza ha così sentenziato: l’amicizia tra uomo e donna non può esistere. Nel corso dei secoli, il genere umano si è sempre interrogato sulla natura del rapporto amicale che lega maschio e femmina. La “Cassazione” delle relazioni interpersonali, dopo un lungo percorso che ha attraversato guerre, carestie, morti da social network, in ultima istanza, con sentenza passata in giudicato, ha fatto luce su una questione che teneva col fiato sospeso milioni di persone nel mondo. Il giudizio è chiaro, inappellabile: l’uomo pensa solo al sesso. La violazione dell’articolo 69, comma 1, lett.b, del codice dell’amicizia getta ombre inquietanti sulle relazioni fiduciarie tra uomini e gentil sesso intercorse in più di duemila anni di storia. L’Associazione “Donne contro maschio alfa”, una volta appresa la notizia, ha accolto con viva soddisfazione questa prestigiosa vittoria del genere femminile: “Noi ve l’avevamo detto”.
Ci sono casi, però, in cui il rapporto empatico che si crea tra soggetti di sesso diverso esula dalla sfera prettamente sessuale. L’alchimia tra individui pensanti, basata sulla condivisione di idee, stati d’animo, interessi, mette in atto un circuito di emozioni che sfidano le certezze incrollabili della scienza. Il retaggio storico dell’uomo “sessocentrico” sembra sgretolarsi e ridursi in piccoli frammenti. Da questo momento inizia il cammino di fede, il viaggio di speranza nel controverso universo dell’amicizia femminile. Un vero amico che si rispetti, infatti, dev’esser sempre pronto ad intervenire in caso di emergenza, di codice rosso da “bastardo di turno”. L’uomo è prigioniero del sesso. L’amico è ostaggio della femminista vessata. E non c’è studio scientifico che tenga.
“Sai, Tizio si è comportato da stronzo”. Tu ascolti le paturnie, rifletti sula strategia da utilizzare, provi ad elaborare un comportamento consono alla situazione. L’imprevisto però, quando ci sono di mezzo le farfalle nello stomaco, è sempre dietro l’angolo. E la domanda fatidica non tarda ad arrivare: “Tu che avresti fatto al posto mio?”. Dopo i due secondi di riflessione concessi dall’amica, ti si illumina la lampadina nel cervello, trovi la luce in fondo al tunnel, ti compare la figura di Woody Allen. Lui, genio del cinema, avrebbe risposto così: “Ringrazio Dio di non avermi fatto nascere donna. Avrei passato tutto il giorno a toccarmi le tette”. La risposta, ovviamente, paleserebbe un limitato tasso di sensibilità. L’ostaggio, però, avrebbe sbagliato in ogni caso. Prima opzione: in presenza di scollature abbondanti sarebbe stato impossibile smentire empiricamente la scienza. L’uomo pensa ai piaceri della carne, l’uomo pensa solo al sesso. Seconda opzione: i seni da coppa di champagne, per ovvi motivi, complicano ineluttabilmente la situazione. Bisognerebbe fare leva esclusivamente sul curriculum accademico. Titoli di coda per la risposta “woodyana”. La soluzione, dunque, è una sola: mi comporterei come la Salerno Reggio Calabria. Nella risoluzione ‘ndranghetistica della vicenda, il tizio in questione dovrebbe sciogliersi in bitume, in maniera tale da rendersi utile al rifacimento del manto stradale. L’approccio meno invasivo, invece, porterebbe “maschio x” al glorioso ruolo di segnaletica nel tratto autostradale di cui sopra. La soluzione soft non è contemplata. La realtà riporta coi piedi per terra. Le storie d’amore sono un sentiero tortuoso, un viaggio pieno di ostacoli nel tragitto. L’amore è la Salerno-Reggio Calabria.
L’avvento della tecnologia, purtroppo, ha trasformato, quasi rivoluzionato, la natura dei rapporti umani. Facebook è diventata la piazza di riferimento di aspiranti coppiette da bastone da selfie; whatsapp è la moderna Gestapo che controlla ogni movimento del soggetto verso cui si prova interesse; Skype è la stanza delle perversioni, dell’amore senza sfumature, dell’uscita Usb come filo conduttore del rapporto di coppia. In tempi moderni, la preoccupazione massima dell’amica è la seguente: “Ha visualizzato, ma non ha risposto”. La domanda sorge spontanea: ha visualizzato la zona giorno o la zona notte? Il silenzio sulla zona giorno cela un disinteresse verso la figura, l’estetica della persona. Risponderà, amica mia. Con calma, ma risponderà: ti dirà che sei di una simpatia travolgente. La questione zona notte è molto più semplice: il tizio ha visualizzato la mercanzia, ma non ha risposto. L’ansia da prestazione, la condivisione pubblica del voto delle attività goderecce, il possibile autoscatto in bagno, certificano la nascita di un amore platonico. L’ostaggio è finalmente libero. Il prezzo del riscatto è il tesoro che si trova nella fortezza dell’amicizia.

Elmo Cretino(a)

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