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Ritorni:valigie da disfare, lavatrici da far girare, chili da buttare, bioritmi da risintonizzare e racconti da condividere!

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Tempo di partire, tempo di scegliere 

C’è gente che non ama cambiare letto, non riesce a dormire in una stanza diversa, io invece adoro svegliarmi e aprire gli occhi su una realtà che non sia la solita routine. Mi guardo intorno e mi chiedo per un attimo dove sono e poi sono subito pronta ad accogliere la giornata che inizia come un’interessante novità. È questa, in piccolo, una metafora del nuovo e del cambiamento, che a un livello più ampio continua a farmi paura.

E ora sono qui,  in una camera con un balcone vista Vesuvio, alla vigilia di un fantastico viaggio, una valigia pronta e uno zaino pieno di emozioni contrastanti: di speranza, di attesa, di ansia, di fottutissima paura.

E non per il viaggio, quello con bagagli e passaporti. Ma quello della vita, che ha deciso di riservarti un’altra, inaspettata, tappa.

Di chiederti di ricominciare da dove avevi lasciato per ricominciare.

E ora sto qui, a esplodere di gioia e a pensare a tutto ciò che si perde quando si sceglie di cambiare.

Perché non si può avere tutto. 

Ma a un certo momento della tua vita devi fare un po’ di conti e stabilire delle priorità.

Sapere cos’è più importante.

E ora, sarà l’età che avanza e il sentimentalismo che mi possiede, le mie priorità sono diverse.

Ora è tempo di tornare.

relazioni · vita

A volte ritornano

cuore

Se si parla di sparizioni non si può fare a meno di aprire un capitolo strettamente collegato: quello dei ritorni!

La mia amica E (sempre lei, la solita) ormai non ne può più dei suoi fantasmi del passato che ritornano ciclicamente sulla sua cronologia whatsapp.

Perchè, diciamolo, alla fine, in un modo o nell’altro, e con tempistica variabile da caso a caso, tornano sempre tutti. Ex fidanzati, ex amanti, ex trombamici, ex “frequentatori”, ex qualsiasi-cosa-che-sia-ex. Con una scusa, per uno scherzo del destino, con un “like” che funge da amo. Raramente con un’intenzione seria e concreta.

Questa credo sia una differenza fondamentale tra uomini e donne.

Noi magari ci distruggiamo, consumiamo pacchi interi di fazzoletti, sfracelliamo le ovaie alle nostre amiche fino allo sfinimento, disattiviamo l’account di Facebook, ingurgitiamo boccette intere di fiori di Bach, diamo fondo a barattoli di Nutella, ma poi ci passa.

Poi arriva il giorno fatidico. The “Sticazzi” day. Quello in cui il tornado è passato e al massimo ha sradicato due alberi. E noi siamo di nuovo pronte e pimpanti. E del tizio, a malapena ricordiamo il nome.

Loro no. Loro non si sa perché (cioè, in effetti si sa) devono tenere in piedi questa rete fitta di rapporti, questa ragnatela del “non si sa mai” dove tu potresti essere la prossima mosca, o una delle prossime.

Il problema è che quando uno di questi personaggi si ripropone ci fa lo stesso effetto di una peperonata fritta nell’olio vecchio di una settimana. Pesante. Indigesto Pro-emetico.

Non è il “No guarda, ho sofferto troppo non voglio darti un’altra possibilità”, è che proprio quando per noi una cosa è chiusa è chiusa.

E magari, di quella persona per cui ci siamo straziate, ora ci infastidisce persino la voce. Perché noi, quando le cose le facciamo, le facciamo bene.

Anche dimenticare.