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Cosa resterà di questi anni ’80

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Avrebbe mai potuto immaginare, il (sempre) buon (anche se) vecchio Raf, che qualcosa di questi anni 80, non solo sarebbe rimasto, ma sarebbe riemerso dagli abissi, minaccioso come Godzilla?

La storia si ripete, come anche la moda. Corsi e ricorsi storici. Corsi di decoro e ricorsi al Tribunale del buon gusto, sarebbe meglio che fosse. Quando, da ragazzina, indossavo qualcosa appartenuta all’epoca della fanciullezza di mia madre, qualcosa da lei stessa archiviata nel cassetto della memoria con l’etichetta “roba vecchia” (oggi diremmo vintage), lei mi guardava con disapprovazione e disgusto ed esclamava: “Fou meu! Queste cose si usavano quando ero ragazzina io!”. Non ci trovavamo mai sull’argomento abbigliamento ma ora capisco che tutta quella repulsione forse era solo il frutto di un’associazione psicologica tra le mode che si riproponevano e un passato ormai andato.

Perché adesso, in questo salto generazionale, è arrivato il momento del mio disgusto.

Diciamolo, la moda anni 80 è stata obiettivamente una delle più brutte in assoluto. Però non so quanto questa obiettività sia falsata e contaminata anche da un atteggiamento di repulsione rispetto a tutto quello che sono stati quegli anni.

Soprattutto se li hai attraversati remando contro vento sulla nave delle adolescenti sfigate, col tuo apparecchio, l’acne giovanile e una portaerei come lato B.

Quindi vedere tutti questi rigurgiti anni ’80 mi provoca una certa inquietudine. Prima i pantaloni a vita alta, poi il risvoltino con le scarpe stile inglese (vedo le ragazzine entusiaste di questi acquisti e mi chiedo come facessi a metterle anch’io, con lo stesso entusiasmo), Carla Gozzi che dal suo blog dà consigli su come usare la gonna pantalone (la gonna pantalone, non so se rendo l’idea della gravità della cosa). Per scivolare precipitosamente nella deriva trash, stamattina, mentre da Caledonia cercavo un leggins-jeans -che ormai quelli normali non mi entrano più- ho avvistato, con grande sgomento, i jeans nero sbiadito, quelli un po’ grigio un po’ nero, un po’ marmorizzati ecco. Non sono neanche riuscita ad evitare che dalla mia bocca uscisse la poco elegante esclamazione: “No, grazie, quelli li odio!”

Ho solo pensato che presto sarebbe arrivata la fine.

Che a breve mi torneranno i brufoli, che la frangia diventerà un ciuffo tenuto su con quintali di lacca, che tornerò a essere una 46 (che poco ci manca) e che in tutti i selfie, anche quelli più fighi, mi spunteranno i baffi, come in una specie di effetto sul genere Ritorno al futuro.

Spero che qualcuno faccia subito qualcosa per questa incombente minaccia per la società: un’interrogazione in Parlamento, una manifestazione contro la permanente, uno sciopero per bruciare le bandiere fluo. Qualsiasi cosa.

Divertitevi con le vostre stranezze da passerella ma lasciate che gli anni 80 restino lì, dove il nostro Raf li aveva lasciati.

Per favore.

(foto da blog.cliomakeup.com)

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