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Quando si diventa grandi

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Vi siete mai chiesti quand’è che si diventa davvero “grandi”? La prima mestruazione, la prima volta che si fa l’amore, i diciottanni, la patente, il primo stipendio? Io l’ho scoperto solo in questi giorni, qual è il momento esatto in cui si diventa grandi: è quando si smette di essere figli. É quando arriva quell’inversione di rotta nella nostra vita per cui siamo noi a doverci prendere cura dei nostri genitori, quell’attimo in cui tutto si rovescia e le ansie, le apprensioni, le preoccupazioni, le attenzioni che loro avevano verso di noi adesso vengono traslate in senso opposto.

É una sensazione terribile, difficile da accettare. É la triste presa di coscienza che chi ti ha dato la vita non è invincibile, che non potrà essere per sempre al tuo fianco.

Per chi, come me, non ha un compagno o una famiglia sua, per chi si è sempre appoggiata solo e soltanto a suo padre, riconoscendolo, forse, come unica e insostituibile figura maschile, questo momento assume una connotazione ancora più forte.

Perché sai che da adesso niente sarà più come prima. Anche se tutto è andato bene, anche se il peggio è passato, niente, dentro di te, potrà essere uguale a prima.

Prendi coscienza che tutto ciò con cui hai a che fare quotidianamente può capitare anche a te. Sei lì, che parli coi parenti, di angioplastiche e infarti, di enzimi e coronarografie, ed è come se tutto ciò che è relativo alla malattia, alla sofferenza, alle difficoltà familiari, lo vedessi attraverso uno schermo, come se fosse un film che finisce quando esci da quel posto.

Ma poi un giorno può accadere che quel film diventi realtà e allora dall’altra parte dello schermo si recita diversamente, con più pathos e con più angoscia. E tutto ciò che di solito si dà per scontato o sembra banale all’improvviso non lo è più.

Prendo atto, anche in questa circostanza non bella, che sono stata una persona fortunata e sto continuando ad esserlo, ma adesso sento che tutto è un po’  più difficile.

(Scusatemi per la tristezza di questo post, ma in qualche modo dovevo sfogarmi)

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4 risposte a "Quando si diventa grandi"

  1. Sono diventata grande nel gennaio del 2010. Non è stato il giorno in cui ho compiuto 18 anni, né quello in cui ho partorito, nemmeno quello in cui ho iniziato a lavorare. No, in quella notte gelida e ventosa, ho passato il confine che separa il tempo in cui si è ancora – anche – bambine che quando serve chiedono aiuto al papà , da quello in cui è tuo padre ad avere un infinito, costante, disperato, perfino fanciullesco bisogno di te. Mio padre era ancora attivo e pieno di vita. Poi così senza nessun preavviso diventa un bambino, al quale devi dare conforto e attenzione, con il quale non puoi arrabbiarti se ti ripete per sette volte in un’ora la stessa domanda, che ti fa perfino ridere perché dice quello che gli passa per la testa, senza più freni inibitori. Diventi grande quando ti scopri a parlare con lui con lo stesso tono cantilenante e dolce con cui lui parlava a te quando eri molto piccola. Lo diventi quando ti arrabbi perché il corridoio è troppo stretto anche per la più minuscola delle sedie a rotelle, e scenderlo dal letto è troppo anche per il corpo possente e salvifico di quella donna venuta da lontano che è la nostra àncora di salvezza e che chiamiamo badante. E sei grande quando realizzi che mai più nessuno ti guarderà con quello sguardo un po’ critico () un po’ preoccupato () e sempre perdutamente innamorata che prima ti dava ai nervi e che adesso Dio sa che daresti per riavere puntato addosso. Adesso che sei tu che vuoi goderti certi momenti con lui più ancora di quanto lui si renda conto che li sta passando con te. La vita gira senza avvertirti ed è inutile arrabbiarsi, fa sempre così. Per questo, in fondo, lo sappiamo da sempre che diventare grandi ha un prezzo. Ma impariamo solo crescendo che non si fa credito, e che dobbiamo pagarlo.

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  2. Basterebbe la fantasia di qualcuno – un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare. ❤

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