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ErmAfrodite

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Avete presente le amiche con cui condividevate gioie e dolori e, davanti a una bottiglia di Negramaro, vi confidavate le reciproche delusioni e raccontavate le vostre (dis)avventure?

Ora sono felicemente sposate con prole, mentre voi siete ancora single. Tra di voi si è inevitabilmente creata una faglia lunga come quella di Sant’Andrea, un canyon, un divario incolmabile tra le differenti esigenze e posizioni.

Loro non riescono più a comprendere le vostre paturnie e gli ingranaggi maschili e voi ascoltate i loro discorsi su  pannolini e nottate in bianco con lo stesso interesse che la D’Urso potrebbe riservare alle pagine di Nietzsche.

Poverine, loro ci provano. Ci provano a colmare questo abisso, a bucare questa bolla d’incomunicabilità, ma l’unica strategia che riescono ad attuare è provare a portarti nella loro isola, nel loro mondo.

Ovvero trovarti un fidanzato. Un compagno. Un qualsiasi essere di sesso maschile che ti faccia uscire da questa fastidiosa condizione di single e magari ti faccia anche procreare, cosicchè, anche tu, invece di bere mojito e andare a ballare su un tacco 12, potresti passare notti insonni a bestemmiare in tutte le lingue del mondo e  prendere un the con le tue nuove amiche, mentre un simpatico pupetto ti vomita sul vestito nuovo.

Apprezzabile e nobile iniziativa, per carità. Solo che nel disperato tentativo di farti diventare “una di loro” le ragazze si disorientano, perdono di vista le tue caratteristiche, sembra non ti conoscano più e vanno a pescare in un bacino che ospita esemplari di ogni genere, che vanno dal disturbato al marpione incallito, creando non pochi scompensi nella tua vita.

Per fortuna il tempo è un signore, sempre. E allora passato il primo anno di entusiasmo ormonale e felicità prolattinica, cambia il registro musicale e la sinfonia si anima di altre note e altri ritornelli.

É il momento del “Beata te, non ti sposare mai!”.  Ti guardano come se fossi una “spierta” che ha capito tutto della vita, che non sa quale grande fortuna ha in mano e quasi quasi ti convinci pure tu che il merito di questa condizione privilegiata è tutto tuo.

Nessun uomo a cui fare da mangiare, nessuno a cui dare conto, nessuno che russa, nessuno che non ti capisce quando stai male, nessuna suocera.

Ma c’è un piccolo dettaglio da considerare in quest’inversione di rotta: la prole!

E no, i bambini non si toccano! “Se tornassi indietro li rifarei altre mille volte, non posso immaginare la mia vita senza di loro”

Eh, ma se diamo per buona la teoria che la cicogna non esiste, questi bambini da qualche parte saranno venuti, no? Con qualcuno li avrete fatti. E, non vorrei essere io a ricordarvelo, ma mi sa che li avete fatti proprio con un uomo.

Quindi, in definitiva: per quanto riguarda l’offerta “uomini” rifiutate e andate avanti, mentre il pacco dei figli non si molla.

Ci ho pensato e ho trovato le soluzione per voi:  partenogenesi o ermafroditismo.

Penso che in un futuro molto prossimo ci attrezzeremo anche per questo.

 

 

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4 risposte a "ErmAfrodite"

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