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Smartphonisti Anonimi

dipendenza-da-cellulare

“Ciao sono Natalia e sto da 15 giorni senza Iphone!”

“Ciao, Natalia!”

Eccomi qua, in una virtuale stanza di un immaginario gruppo di autoaiuto a raccontare i progressi della mia disintossicazione da smartphone.

Disintossicazione del tutto casuale e non cercata. Non ho mai fumato e non ho idea di cosa sia (se non a livello teorico e farmacologico) l’astinenza da nicotina, ma credo che mi stia capitando la stessa cosa che capita ai fumatori quando, per cause estranee alla propria volontà, si ritrovano senza la loro droga quotidiana.

Ecco, mi si è rotto il telefono. Ha navigato in cattive acque, diciamo, e io non sono riuscita a salvarlo.

L’ho portato ai ragazzi dell’assistenza con lo stesso stato d’animo, oscillante tra lo speranzoso e il rassegnato, di chi chiede un consulto all’ennesimo luminare.

“Ho un caso disperato”

“Acqua?”

“Già.”

“Ahi ahi ahi”

Nonostante la gravità del caso l’ho affidato alle loro cure.

Per poter restare connessa con il mondo che mi circonda ho pensato allora, nell’attesa di un responso, positivo o negativo, di mettere la scheda in un vecchio Samsung. Il ritorno forzato ad Android è durato solo qualche ora.

In fondo, un vecchio telefono è un po’ come un vecchio fidanzato: quando lo riprendi scopri il motivo per cui l’hai lasciato.

E quindi, meglio ripiegare su un tranquillissimo Nokia. Uno di quelli che  carichi e poi ti scordi il caricabatterie, quelli con le funzioni base: telefonate, messaggi, shake, sudoku al massimo.

E, inaspettatamente, scopri che tu, che vivevi incollata al cellulare, schiava di notifiche, messaggi, avvisi, puoi vivere benissimo anche senza. Che chi ti vuole per comunicarti qualcosa di importante o solo per sentirti trova il modo per raggiungerti.

Inizi a lasciare il telefono ovunque, o a dimenticarlo in modalità silenziosa, riappropriandoti dei tuoi spazi, libera dalla necessità di rispondere a messaggi inutili, di cancellare video che nemmeno apri, di avere l’ansia da doppia spunta blu. Soprattutto sotto le feste.

Riscopri quanto sia meraviglioso, per un sociopatico, vivere senza whatsapp.

Mi sta così piacendo che per un attimo ho anche avuto la pazza idea di non tornare più alla vita da smartphone. Ma so che sarebbe utopistico. Spero allora che questo esperimento mi possa servire per rimodulare il mio rapporto col telefono. Se no, sarà un attimo ritornare al piccolo Nokia che è sempre una certezza.

 

PS  A te che continui a leggermi e che avrai fatto un balzo dal divano, appena hai appreso della fine del “nostro gioiellino”: so che muori dalla voglia di conoscere i dettagli. Non li saprai mai.

 

 

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3 risposte a "Smartphonisti Anonimi"

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