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Trova le differenze

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Trova le differenze. Tra una storia che funziona e una che non decollerà mai. Tra un rapporto reale e uno immaginario. Tra una cordicella sfilacciata e una fune solida. Tra il vuoto di un’inutile attesa e il caldo abbraccio di una certezza. Tra il crearsi illusioni e il vivere una relazione. Tra il camminare sul cornicione di una speranza o il muoversi a passo sicuro su un pavimento stabile.
La differenza si chiama presenza. La differenza è in quella cosa, scontata e banale per alcuni, ma che diventa opinabile per altri, quel qualcosa che si chiama ESSERCI.
Esserci sempre.
Dalle cose più piccole come il messaggio di buongiorno a quelle più grandi come il sostegno nelle scelte importanti. Nei momenti di spensieratezza e in quelli di difficoltà.
Ed è quando trovi una presenza reale che ti accorgi di quante volte hai sprecato il tuo tempo e la tua vita dietro a presenze fantasma. Ad assenze giustificate.
Perché, in fondo, dai, all’inizio è così: si aspetta. Si aspetta un messaggio, si aspetta una chiamata, si aspetta un segnale. Si resta in attesa giustificando la non presenza. Ci si arrampica su questo tentativo di rapporto come un bradipo un po’ appesantito su un albero. Si fa fatica. Si gioisce per un passo in più ma poi si cade precipitosamente.
Ci si dimentica di come sia fatto un rapporto vero. Che non è arrampicata ma è una camminata in riva al mare. A volte il passo diventa pesante ma basta darsi la mano per ricominciare.
Eppure tutti, almeno una volta nella vita, quest’aria leggera l’hanno respirata, perché poi se ne dimenticano continuando a credere che sia normale vivere con la dispnea?
La differenza è che le storie che funzionano le capisci dall’inizio. E sono maledettamente semplici.
Non devi stare a chiederti “ma chissà se lui…”, non devi fare screenshot alle amiche per ottenere interpretazioni sui suoi sibillini messaggi. Le storie vere non si alimentano del “ma sì, ha solo bisogno di un po’ di tempo”, del “sta attraversando un momento difficile”, o ancora peggio dei nostri sensi di colpa basati sul niente (ah ma se io non avessi detto o fatto questo o quello).
No.
Sono semplici e basta. Naturali. Fluide.
Sono presenza.
E la presenza non può rivelarsi occasionalmente, o a intermittenza come il relè della luce nelle scale.
La presenza è una lampada sempre accesa.
Ricordiamocelo.

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