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Troppo amore?

Esiste davvero un troppo in amore? Esiste una misura del tempo, del peso, dell’intensità? Un dare troppo, un troppo presto, un troppo in fretta, un troppo amore?
O, piuttosto, ognuno ama nell’unico modo che sa?
Mi risponderete che chi ama così tanto, chi protegge e custodisce l’altro, chi cerca di renderlo felice, chi gioisce di ogni suo sorriso e soffre di ogni suo turbamento è inevitabilmente il più debole della coppia. Sarebbe fantastico se la bilancia fosse in equilibrio tra amore dato e amore ricevuto ma spesso non è così, e lo sappiamo.

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E allora? Dobbiamo forse modificare la nostra natura e adattarci a un modo di vivere che ci vuole sempre più egoisti, individualisti e opportunisti? O comunque non smettere di amare come sappiamo fare, rischiando e mettendoci in gioco, sempre? Lanciando questo cuore già ammaccato al di là del muro della paura?

Sì, e senza doverci rimproverare niente dopo. Mai.
Mai cadere nella trappola del “forse ho dato troppo” perché abbiamo dato ciò che sentivamo di dare. E se, qualcuno, dall’altra parte, non è riuscito a capirlo o ad apprezzarlo, non è un problema nostro ma suo.

E non date retta a chi vi dice che il troppo amore fa scappare: scappa solo chi in quel mare di sentimento non sa nuotare.
Sono stufa anche del “troppo in fretta” perché nessuno ci ha messo un timer, nessuno può scandire il tempo delle emozioni, nessuno può regolare l’intensità di un fuoco che sta divampando.
La passione esplode e travolge come un fiume in piena, non si ferma a prendere misure o calcolare tempi. E ogni storia ha il suo tempo. Ma il tempo lo scandiscono i battiti del cuore. E se il battito accelera, accelera anche la danza dei corpi e delle anime, in un turbinio di volteggi che ci fa perdere la testa.
E perdere la testa è destabilizzante ma è meraviglioso.
Qualcuno ha paura di bruciarsi perché è troppo vicino a queste fiamme? Non è ancora pronto ad essere scaldato da un fuoco che gli cambierà la pelle. Nell’incendio dell’amore non ti ci puoi buttare con elmetto e tuta ignifuga.
Mi è stato detto “Voglio andare piano perché ho paura di bruciarmi”.  “Non sono innamorato di te” è invece la traduzione.
Ma io gli ho creduto e quella a rimanere ustionata, ovviamente, sono stata io.
Se il mio cuore adesso potesse parlare mi insulterebbe, mi direbbe che non so prendermi cura di lui, mi chiederebbe di chiuderlo in un posto dove nessuno possa più fargli del male. Ma poi, lo so, poi vorrebbe uscire e continuare a battere ancora.
Perché forse l’amore è una cosa che anche quando pensi di non averne più, all’improvviso dal nulla si riforma e si rigenera.

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