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Sostanziale (in)differenza

Credo che una delle cose che in assoluto faccia più male, quando una storia finisce, è pensare che l’altro possa tranquillamente andare avanti senza di te. Che la sua vita continui senza mutamenti e che anzi, forse, sia addirittura migliore. Che lui o lei stiano meglio senza di te. Lapalissiano. Perché se lui o lei fossero stati meglio con te non ti avrebbero lasciato.
Magari c’è anche una forte componente narcisistica nel fissarsi con questo dettaglio, nel torturarsi e a pensare che mentre tu te ne stai in lacrime sul divano tra Kleenex e Nutella, lui (o lei), a te, a voi e a quello che è stato neanche ci pensa più.
La sua vita riparte con serenità dal punto in cui si era interrotta quando ti ha incontrato. Tutto resettato adesso. Tutto dimenticato. Archiviato come un errore o come un incidente di percorso.
Mentre tu lo vedi nelle cose più insignificanti lui ha già dimenticato la data del tuo compleanno.
Mentre tu guardi i suoi regali e ti si spezza il cuore, lui esibisce i tuoi con nonchalance.
E tu pensi che tutto questo sia tremendamente ingiusto perchè non è giusto che solo tu debba soffrire e l’unica cosa che vorresti adesso è solo conquistare la sua meravigliosa e superficiale indifferenza.

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