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Rabbia

“Sei ferma alla prima fase dell’elaborazione del lutto, e lì rischi di finirci” mi ha ammonito la mia nuova e preziosa “amica” virtuale. “Devi passare per forza dalla rabbia”.

“Ma io non ce la faccio a essere arrabbiata, non ci riesco, non voglio!”

E allora mi è venuto il destino in aiuto, con una puntualità e un tempismo folgoranti, facendomi trovare davanti alla scena che ho sempre temuto e che mai avrei immaginato di vedere, non così presto almeno.

E allora la rabbia è divampata come un incendio in un deposito di infiammabili, che si è mantenuto col vento caldo dell’odio.

Perché ti odio, sì. Lo so che non è molto zen ma ti odio. E odiarti è liberatorio, mi fa stare bene, mi fa uscire da quelle sabbie mobili di romanticismo estremo e di speranza dove mi sono infognata.

Ti odio perché hai distrutto i miei sogni, perchè hai sostituito con la tua pessima immagine reale quella ideale che mi ero fatta di te.

Perché sei un bugiardo come tutti gli altri.

Vorrei consumarmi in questa rabbia e in questo odio, vorrei che mi succhiassero ogni globulo rosso in cui si annida il mio pensiero di te, vorrei buttarci il cuore in questo incendio, per bruciarlo e purificarlo, vorrei distruggere i pensieri, i ricordi, le emozioni.

Vorrei che la violenza di questo sentimento potesse spingermi via da questa strada ormai impraticabile e buttarmi in un’altra strada, dove camminare a testa alta senza voltarsi indietro.

E soprattutto, vorrei che sparissi per sempre dalla mia testa e dalla mia vita.

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