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Puzzle

Mio nipote, 4 anni, ha un’intelligenza vivacissima. Lo so, lo dicono tutte le zie, ma lui é davvero avantissimo. 

Lungi dallo smanettare su  smartphone o tablet e guardare compulsivamente video di YouTube, adora dedicarsi alla composizione di puzzle. É bravissimo: memorizza il disegno e in un attimo mette al loro posto tutti i pezzi e lo completa.

Tante  situazioni nella vita sono una sorta di puzzle, in cui tu magari ti arrovelli il cervello per capire come incastrare dubbi, frasi, promesse, stranezze e poi, et voilá, ti viene sotto l’occhio la tessera che sblocca tutto e risolve il gioco. E, tutto, magicamente, si mette al suo posto, il disegno diventa chiaro e tu pensi “Ma come ho fatto a non arrivarci prima?” Forse perché prima quei piccoli tasselli disordinati, ammucchiati in cerca di risposte, non consentivano di aprire lo sguardo verso il quadretto che invece era lampante. E la risposta, come al solito, senza andare troppo lontano, poteva essere una sola. Quella che la Hornby sintetizza nella piú ovvia e banale delle spiegazioni:

“U masculu ca lluntana la fimmina se non avi un buco sano avi almeno nu pertusu”

Eccolo, il tassello chiave. Ecco il puzzle che si completa. Eccolo incorniciato dalla pochezza e dalla meschinitá umane.

Applausi a scena aperta. Se questa cosa non fosse cosí triste e squallida perché tinta di sfumature di falsitá e scorrettezza, che mal tollero emotivamente, ci potrei trovare dei risvolti davvero esilaranti.

Non aggiungo altri commenti se non che con la sincerità e la correttezza si va da qualsiasi parte. Le bugie e i sotterfugi hanno invece le gambe cortissime. Anche quando ancheggiano su un tacco 12.

E voi, miei cari, sappiate che avete preso male le misure. Ma davvero molto, molto, molto male.

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3 risposte a "Puzzle"

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