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Siamo tutte simpatiche arpie

corteggiatore

 

Questo è un post inverso. Nel senso che, solo per stavolta, invertiremo la tendenza del prendere di mira il maschio e ci occuperemo di noi. Delle donne.

Che mica è facile starci dietro, eh.

Siamo sempre pronte a distruggere il solito coniglio invertebrato che ci ha fatto soffrire ma poi, ci siamo mai osservate dall’altra parte?

Voglio dire, poveretti i malcapitati spasimanti. Hanno tutta la mia solidarietà.

Siamo a dir poco impietose. Poi sarà pure l’età che avanza, le esperienze negative, l’equilibrio con noi stesse, ma diventiamo insofferenti davanti a corteggiatori troppo insistenti. E pure acide.

Perché spesso il problema è che, sì, magari siamo un po’ stronze anche noi, ma loro sono pure duri di comprendonio. Ma, dio bono, se ti do buca, visualizzo e non rispondo, una, due, tre volte, faccio la vaga, non ti richiamo, perchè insisti? Quale dubbio ancora aleggia nella tua mente? Cosa non ti è sufficientemente chiaro? Spiegami. Devo farti recapitare un due di picche formato gigante  per accendere la tua lampadina? Pensi che me la stia tirando per farmi desiderare? Oh no, spero di no.

Allora visto che non ce la posso fare, blocco. Mi sento un po’ una merda, ma blocco. Che non ho testa per rispondere con frasi di circostanza. Dire che faccio, dove mi trovo, se sto bene a gente di cui non mi importa nulla e che inizia a diventare molesta.

Che noi poi siamo peggio di loro. Spesso e volentieri usiamo la paraculata del “Non voglio storie, sto bene da sola”, le varie scuse tipo “Guarda sto incasinata col lavoro in questo periodo”e  tutto il repertorio maschile riadattato a tacchi e gonne. Solo che noi siamo abbastanza sgamate da capire che si tratta di paraculate, loro no. Quindi non se ne esce se non bloccando. É decisamente antidemocratico, ma è l’unica soluzione.

Qualche settimana fa, un tipo si è fatto 400 km per farmi una sorpresa. Per fortuna io non c’ero. Non so su quali basi abbia pensato che io avessi potuto gradire questa bizzarra levata d’ingegno, ma da quel momento è diventato, per me e per le mie amiche, l’Ometto Kinder.

Ci lamentiamo degli uomini che non hanno intraprendenza e poi releghiamo l’intraprendente nella casella “psicopatico” . Va be in questo caso ci stava ma il problema è concettuale.

Ecco, noi siamo proprio così.

 Stiamo a piangere al telefono con le nostre confidenti perchè lui non si fa sentire da due giorni e poi, se un altro si fa sentire “che palle questo”. Ma perchè, appunto, è un altro. Non è lo scemo per cui abbiamo perso la testa, che non ci apprezza e si defila, ma per cui abbiamo sconfessato tutti i “sono incasinata” e “sto bene da sola”. Perché così funziona.  Che vuoi chi non ti vuole e non vuoi chi ti vuole. Se no sarebbe troppo facile. Se no, dove sarebbe il gusto? Che #mainagioia sarebbe?

E quindi, se da una parte le nostre amiche tamponano ferite sanguinanti e asciugano lacrime, dall’altra partecipano con entusiasmo a questo massacro dell’esemplare (o degli esemplari) di spasimans coccigeus (de coccio), portando, per solidarietà, anche le loro esperienze, in conversazioni dove il pH oscilla tra 1 e 3. “Oh ma questo che vuole che mi manda il buongiorno?” “Oh ma io gliel’ho detto che non voglio storie” “Eh che palle mi ha scritto di nuovo” “No vabbè lo blocco”.

Insomma, siamo sempre vittime di qualcuno e carnefici di qualcun altro, in questa giostra della vita e dell’amore dove spesso il biglietto che si ha in mano è quello per la corsa sbagliata. Dove lo scegliere e il farsi scegliere spesso non combaciano, dove -si sa- non si può piacere a tutti e bisogna accettarlo.

Che quando capita di avere il biglietto per la corsa giusta, quello sì, che è un clamoroso colpo di fortuna. Quindi direi di non buttarlo e conservarlo sempre in tasca chè magari un giorno ci salirete, su quel cavallo bianco che vi piace tanto e vi passa sempre davanti.

Ma per adesso, continuate a scambiarvi messaggi vocali insofferenti e acidi, da buone e simpatiche arpie in cui sapete trasformarvi, quando è necessario.

 

 

(Foto da http://www.donnemagazine.it)

 

 

 

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2 risposte a "Siamo tutte simpatiche arpie"

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