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Cinquanta sfumature di cross-fit

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Mi sono sacrificata per voi e sono andata a vedere Cinquanta sfumature. Come era prevedibile, ho risolto i miei problemi di stipsi, proprio quando alla Despar hanno deciso di non portare più la tisana miracolosa.
Parto proprio da una tabula rasa, essendo vergine del cult letterario e cinematografico che ha esaltato migliaia di donne, quanto la nostra bella protagonista prima dell’incontro con il suo focoso amante.
Non ho letto i libri né visto il primo episodio della saga, quindi rischierò di ripetere quanto detto altrove, dal momento che non credo possano esserci sostanziali differenze nell’articolata struttura narrativa.
La storia è sempre la stessa: quella tra Christian Grey, miliardario che acquista società ed elicotteri come noi compriamo rossetti da Kiko, con quella piccola debolezza del sesso violento e  Anastasia Steele, sfigata ninfomane in erba con l’aria da Santa Maria Goretti e l’animo di Cicciolina.
Anastasia, perfetta per il genere soft porno, poiché possiede la vitalità di un pesce rosso a cui non cambiano l’acqua da una settimana e la sensualità di una tartaruga delle Galapagos, non avendo nessuna trastula in corso, cede alla tentazione della minestra riscaldata, e accoglie, senza troppa resistenza, nel microonde della propria vita, il bel giovanotto che – vabbè- sarà pure violento e l’avrà pure fatta soffrire ma se proprio proprio devi tornare con un ex e ti scegli uno che ti versa 24mila dollari sul conto e ha degli addominali che puoi usare come superficie per la Plank, di sicuro non sbagli.
La gatta morta all’inizio decide di seguire il consiglio della Mannoia che esorta a tenercela stretta e invece dopo neanche 24 ore balla sul letto di Grey come la scimmia di Gabbani.
Il momento più eccitante, quello in cui trattieni il respiro e urli “Oddio che meraviglia!!” si consuma direttamente all’inizio, quando lei apre una scatola che le dona lui e trova dentro prima un MAC e poi un iPhone. Un crescendo di emozioni.
Lui ci tiene subito a ribadire i confini palpatori entro cui la ragazza potrà muoversi e, a tal fine, ne disegna i bordi con un rossetto. Affinché il messaggio non vada perso, ‘sto rossetto gli rimane sulla pelle per giorni, proprio come i pazienti che tornano dopo un mese per il controllo e scopri che hanno ancora attaccati gli elettrodi del monitoraggio.
Grey, oltre a fare sfoggio di pettorali e glutei, dimostra alle donne indecise sull’utilizzo del tampone interno che alla fine se è così facile inserire un dildo figuriamoci un Tampax, sbaragliando tutti i colleghi maschi nel casting per la prossima pubblicità del noto assorbente.
Delusione per chi avrebbe voluto prendere spunto per vivacizzare la propria vita sessuale. Gli unici spunti che potete prendere sono per le vostre lezioni di allenamento funzionale.
A un certo punto la morigerata Anastasia decide che si sta annoiando e che quasi quasi le farebbe bene un ritorno alle care vecchie abitudini sadomaso, quindi il Mister Grigio subito la accontenta tirando fuori dalla sua stanza delle torture uno strumento superlativo per gli addominali obliqui, un attrezzo che in confronto il TRX a cui ci appendiamo noi è roba da ora di educazione fisica alle medie. Cinquanta sfumature di crossfit, praticamente.
I dialoghi sono imbarazzanti. E non perchè rischiate di arrossire mentre li ascoltate, ma perchè, complice un doppiaggio che il cane della vicina avrebbe fatto con più dignità, lo scambio di battute risulta avvincente e simpatico come Albano che ruba i fiori ad Ermal Meta mentre ha un gatto attaccato ai maroni.
In questo appassionante ed emozionante pathos narrativo, il momento epico è quando lei, mortificata, dice a lui che forse non è la donna giusta perchè non sa accontentare il suo “bisogno” di dominare. Si dispiace pure. Questa si dispiace perchè, poverino, lui soffre se lei non si fa picchiare. E poi le mie amiche hanno pure il coraggio di cazziarmi solo perchè scrivo a qualcuno che mi lascia e difendo gli indifendibili.
“Sei un dominatore, io non so se ce la faccio ad essere dominata”
E lui:
“Non sono un dominatore. Sono un sadico”
Ambè. Mecojoni.
Noi invece siamo un po’ masochiste, invece. Perché ti abbiamo regalato in tutta consapevolezza 6 euro, invece di stare a casa avvinghiate alla borsa dell’acqua calda.

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6 thoughts on “Cinquanta sfumature di cross-fit

  1. Un mio amico gay leggeva il libro in spiaggia, anni fa. L’ho sfogliato sotto l’ombrellone e mi sono sentita come quando guardavo le ragazze di non è la Rai fare espressioni improponibili quando si accorgevano di essere inquadrate. IN IMBARAZZO, per le donne che lo hanno trovato UN BEL LIBRO. Baci

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